Opinioni Unicusano: l’esperienza di Roberta, laureata in Psicologia

Università telematiche: sì o no? Come capire se è una scelta adatta a noi? Chiedendo a chi ne ha frequentata una, come la nostra intervistata di oggi!

Roberta è la dimostrazione che non è mai troppo tardi per ampliare la propria preparazione, soprattutto se si può contare su un alleato di prim’ordine come le Università Telematiche. Queste permettono ai corsisti di conciliare facilmente lo studio, il lavoro e gli impegni famigliari, proprio come ha fatto Roberta che così è riuscita a realizzare il suo sogno di laurearsi in Psicologia presso l’Università Telmaticha Niccolò Cusano.

Opinioni Unicusano: la parola a Roberta

Roberta Cimaglia Gualtieri ha 50 anni, vive a Roma, e a luglio 2019 ha conseguito la laurea online in Psicologia Clinica e della Riabilitazione presso Unicusano.

Roberta Cimaglia Laureata Unicusano Psicologia

Cosa ti ha spinto a scegliere questo percorso di laurea?

In realtà quella per la psicologia è una passione che nasce quando ero ragazza. Come scuola superiore ho frequentato infatti l’allora Istituto per assistenti all’infanzia e comunità infantili, dove ebbi la fortuna di avere una professoressa molto brava che mi fece appassionare alla psicologia.

Perché hai deciso di iscriverti presso Unicusano? Come ne sei venuta a conoscenza?

Volevo conseguire una laurea in Psicologia ma stavo cercando una facoltà che facesse al mio caso, dato che lavoro, non potevo frequentare un corso classico in presenza. Un giorno mia cugina mi disse che si era iscritta a Psicologia presso l’università Telematica Unicusano, e mi diede diverse indicazioni. Così mi informai attraverso il Learning Center Unicusano di Ostia direttamente con una loro referente: ascoltando le sue spiegazioni e vedendo il campus mi convinsi subito a iscrivermi.

Consiglieresti Unicusano e il corso di laurea in Psicologia?

Assolutamente sì. Ho avuto modo di constatare che la formazione proposta è decisamente valida. Poi mi sono trovata bene con i docenti, che sono di tutto rispetto. Addirittura ce ne sono alcuni che sento ancora adesso! Ci si sente veramente a casa: anche presso la segreteria didattica ho trovato tutte persone molto disponibili.

Come hai trovato il materiale di studio? Ci spieghi un po’ come funziona?

Ogni docente prepara il materiale per la disciplina di competenza, formando una sorta di compendio che si basa su diversi testi e autori. Quello che mi è piaciuto di più è che non propongono un orientamento già definito, ma danno la possibilità di accedere alla materia esaminando diversi aspetti, e poi sta allo studente scegliere quello in cui specializzarsi.

Molte università propongono ad esempio una forte impronta cognitivo-comportamentale nello studio della psicologia, trascurando altri aspetti, mentre all’Unicusano ho incontrato una panoramica variegata. Per me è il giusto approccio, dato che capire qual è la tua specializzazione come psicologa è come indossare un vestito su misura.

In generale il materiale di studio comprende delle dispense fruibili online, da consultare e scaricare secondo le proprie necessità. E per ogni materia ci sono delle videolezioni registrate, che sono un approfondimento delle dispense. In più sulla piattaforma si trovano delle esercitazioni alla fine di ogni modulo, che servono allo studente e al docente per capire a che punto è l’apprendimento.

Com’erano le lezioni?

Ho seguito sia lezioni dal vivo, che videoconferenze, ovvero delle lezioni in diretta col docente collegato dal campus Unicusano. Si tratta di classi interattive a tutti gli effetti, non c’è nessuna differenza con quelle dal vivo perché interagisci con gli altri studenti e il professore. Il mio canale di apprendimento poi è l’ascolto, quindi le videolezioni mi sono state molto utili dato che con la lettura avevo qualche difficoltà. Non sono mai rimasta indietro grazie a tutte le diverse modalità di studio!

All’interno del campus è presente anche il centro clinico, che per la facoltà di Psicologia è fondamentale. Durante la triennale e la magistrale ho partecipato a tutte le iniziative promosse dal centro, ed è stata un’esperienza altamente formativa per mettere in pratica ciò che studiavo. Tra le iniziative previste c’era l’osservazione, che è uno degli strumenti più efficaci per chi si vuole approcciare a questa disciplina, poi ho partecipato a molte iniziative di ricerca.

Ho frequentato anche un laboratorio con altri studenti, dove abbiamo fatto un percorso di formazione in terapia di gruppo per diverso tempo. C’erano anche dei laboratori di veri casi clinici presentati dai docenti, sui cui facevamo ipotesi di diagnosi e trattamento. Invece nella parte di psicodiagnostica ci somministravamo dei test forniti dai docenti e li rivedevamo con loro.

Hai usufruito del supporto dei Tutor?

Assolutamente sì, ritengo sia un servizio fondamentale. Durante i primi tempi del corso ho studiato i disturbi dell’apprendimento, accorgendomi che presentavo alcuni dei sintomi. Allora ne parlai con la docente (che tra l’altro oggi è la preside della facoltà di psicologia), che mi consigliò di fare una valutazione da cui risultò che ero affetta da disturbi dell’apprendimento, tra cui la dislessia.

In quel caso ho visto che Unicusano era davvero pronta ad accogliere studenti con disturbi simili, ad esempio, mettendo a disposizione le figure dei tutor, che a volte mi hanno affiancata nello studio. Li consultavo se avevo dei dubbi, dato che ti orientano sulla propedeuticità delle materie da studiare, oppure approfondivamo insieme i contenuti di alcune discipline, come Psicometria che per me è stata un po’ ostica.

Come ti sei trovata con la piattaforma telematica?

Anche se non sono una nativa digitale non ho mai avuto problemi, quindi rassicuro tutti quelli che magari non hanno predisposizione alla tecnologia: si tratta di una piattaforma molto intuitiva e agevole. Posso dire che funziona sempre, non ho mai avuto difficoltà a collegarmi alle videoconferenze o a scaricare il materiale.

QUESTO PERCORSO MI HA COMPLETAMENTE CAMBIATO LA VITA

Come sono organizzati gli esami?

Gli esami secondo me sono il cavallo di battaglia Unicusano. Ogni bimestre puoi frequentare due corsi, e al termine del bimestre passavano tra i dieci giorni e le due settimane e poi c’erano gli esami, con un appello al mese.

Preferisco questa formula a quella basata sul semestre delle università pubbliche: avrei trovato faticoso studiare quattro o cinque materie per poi darle tutte insieme in sessione. Invece così era molto comodo, addirittura un anno avevo finito tutti gli esami e allora mi sono avvantaggiata su quelli degli anni successivi!

Sostenevo gli esami in sede a Roma, sempre in modalità orale, che per me era meglio data la mia dislessia. Gli unici esami scritti sono stati Psicometria e Pedagogia sperimentale, perché prevedono degli esercizi. Quello che ho apprezzato di più è che di solito l’esame partiva con un argomento a piacere, così il professore metteva subito a proprio agio lo studente.

In generale venivano fatte dalle tre alle cinque domande in base all’andamento dell’esame, e la verbalizzazione è immediata. Già dal giorno dopo l’esame ti puoi collegare alla piattaforma trovando la votazione inserita sul tuo profilo.

Qual è l’esame che hai preferito?

Mi sono piaciuti molti esami, ma quelli che mi hanno consentito di immedesimarmi di più nella professione sono stati Psicologia dinamica nella triennale e Psicologia dei gruppi alla magistrale. Li ho sostenuti entrambi con lo stesso docente, che mi ha decisamente trasmesso la passione per queste discipline.

Su cosa hai fatto la tesi? Come è stato scriverla?

Ho scritto la tesi magistrale sulla “Disabilità invisibile: malattie infiammatorie e croniche dell’intestino”. Ho richiesto due relatori, perché la tesi era molto complessa, dato che mi sarei concentrata sulla componente psicosomatica e medica di queste malattie, nonché sul loro trattamento attraverso la psicoterapia.

Dunque come primo relatore ho scelto un medico gastroenterologo di cui ho frequentato il corso di Farmacologia, mentre l’altro è uno psicoterapeuta con cui ho seguito Psicologia della salute. Entrambi mi hanno sempre seguita passo dopo passo!

Per la tesi ho anche effettuato una ricerca su un campione di 170 donne affette dalla patologia, per vedere quanto impattasse sulla psiche e viceversa, e che ruolo avesse la psicoterapia in tutto ciò. Devo dire che è un lavoro di cui vado molto fiera!

Qual è il punto di forza delle Università Telematiche secondo te?

Sicuramente la flessibilità. Ne ho avuto prova proprio durante l’emergenza Covid-19, dove Unicusano non si è mai fermata grazie alla sua natura telematica. Poi direi l’accessibilità, perché è senza barriere: le università online sono adatte a persone di tutte le età, lavoratori, mamme con bimbi piccoli, persone con disabilità. Infine, non ritengo che le rette Unicusano siano troppo impegnative nonostante sia privata, anzi penso ci sia un eccellente rapporto qualità-prezzo a fronte di tutto ciò che offre l’ateneo.

Quali vantaggi pensi di aver acquisito grazie al corso di laurea e a Unicusano?

Non mi sento di esagerare dicendo che questo percorso mi ha completamente cambiato la vita: mi ha aperto prospettive che pensavo non potessero essere raggiungibili. Mi sento più ricca e rifarei questa scelta, anzi l’ho consigliata anche a mia figlia di 19 anni. Infatti, ha partecipato e vinto il bando emesso ogni anno da Unicusano per ottenere una borsa di studio gratuita, così anche lei dall’anno prossimo inizierà a studiare Psicologia!

Come pensi di mettere in pratica quanto studiato e cosa ti piacerebbe fare dopo la laurea?

Ora sto frequentando la specializzazione in Psicoterapia e psicodinamica integrata presso una scuola di formazione a Roma. In generale, ho fatto questo percorso universitario per puro piacere personale: quindi non mi sono posta obiettivi a breve termine, dato che ho già un lavoro. Per il momento voglio formarmi e diventare innanzitutto più competente, magari mettendo a frutto ciò che ho studiato come volontaria in cooperative sociali o delle onlus.

Che consigli daresti in generale a chi vuole iscriversi a un’Università Telematica?

La prima cosa che direi è che le università telematiche non regalano la laurea: vi dico che mi è persino capitato di essere bocciata a un esame. In generale consiglio di affidarsi all’organizzazione dell’università, non ci sono spazi in cui non si viene seguiti, se si seguono le lezioni e si studia è impossibile trovarsi male!

Grazie Roberta!

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