Come diventare psicoterapeuta: cosa fa e cosa studia

Scopri tutto quello che c’è da sapere sul percorso formativo per diventare psicoterapeuta, le sue mansioni e gli sbocchi professionali

La psicologia è la scienza che studia il comportamento delle persone e i loro processi mentali. Se tutto questo ti affascina e vuoi farne un lavoro, sei nel posto giusto. In questo articolo ti guideremo alla scoperta di questa figura professionale: a cosa serve, di cosa si occupa, quali sono le competenze richieste e qual è il miglior percorso di studi per diventare psicoterapeuta. Avere una panoramica chiara di informazioni a riguardo ti aiuterà a capire se si tratta del percorso adatto a te.

Il percorso di studi per diventare psicoterapeuta

Il primo passo per diventare psicoterapeuta è superare i test di ingresso per accedere ai corsi di laurea in Psicologia o Medicina e Chirurgia. La differenza tra i due percorsi è che lo psicologo psicoterapeuta non può prescrivere farmaci e viceversa il medico psicoterapeuta non può fornire servizi psicologici.

Se ti chiedi dove studiare psicologia, puoi spostare la tua attenzione verso le università telematiche. Infatti, sempre più studenti stanno preferendo l’iscrizione a un corso di Laurea in Psicologia online, che sia triennale o magistrale. Questa tendenza è dovuta a una serie di vantaggi che possono rivoluzionare in meglio la vita accademica di un iscritto all’università: non è necessario superare un test d’ingresso, ma solo una prova di ammissione non vincolante; puoi conciliare facilmente studio e lavoro o impegni familiari seguendo le video-lezioni direttamente da casa; ottieni un titolo di studio riconosciuto da MIUR con il medesimo valore di quello rilasciato da un ateneo tradizionale.

Chi decide di diventare psicoterapeuta tramite la strada “psicologica”, dovrà poi effettuare un tirocinio operativo e superare l’esame di Stato di Psicologia. Questa procedura resterà valida a meno che non entri in vigore il DDL lauree abilitanti, il quale mira ad abilitare lo psicologo tramite la valutazione positiva del tirocinio e il superamento, in sede di esame di laurea, di una prova pratica. DDL o meno, l’abilitazione andrà sempre ultimata con l’iscrizione all’Albo degli Psicologi nella sezione A.

Gli aspiranti psicoterapeuti devono anche frequentare una scuola di specializzazione quadriennale. Durante i quattro anni è previsto un tirocinio pratico continuativo utile all’apprendimento di varie tecniche terapeutiche:

  • terapia sistemico-familiare;
  • terapia psicoanalitica;
  • terapia sistemico-relazionale;
  • terapia analitico-transazionale;
  • terapia cognitivo-comportamentale.

Una volta conclusa la scuola, lo psicoterapeuta sceglie di specializzarsi in una delle tecniche elencate, in base alla quale eserciterà strumenti diversi. In generale, possiamo dire che li mette in atto all’interno di colloqui singoli: questi possono ripetersi frequentemente nel corso del tempo, dato che una differenza tra psicologo e psicoterapeuta è che quest’ultimo si occupa di disturbi cronici, i quali richiedono un intervento più lungo. Inoltre, il primo opera per migliorare la capacità dell’individuo di comprendere se stesso e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace; mentre il secondo è l’unico specializzato e abilitato a curare i disturbi psicopatologici attraverso tecniche terapeutiche.

Cosa fa lo psicoterapeuta

Lo psicoterapeuta si occupa della salute mentale di individui, famiglie e gruppi utilizzando tecniche di psicoterapia per ristabilire il benessere psichico dei pazienti. I suoi principali compiti sono:

  • diagnosticare i disturbi psichici tramite un colloquio con il paziente;
  • ascoltare i pazienti, osservarne i comportamenti e altri elementi di comunicazione non verbale;
  • stendere un piano terapeutico in base alle esigenze identificate;
  • usare tecniche di psicoterapia per ristabilire il benessere psichico;
  • instaurare un rapporto di fiducia con il paziente;
  • gestire le crisi dei pazienti usando le terapie appropriate;
  • offrire supporto e consulenza psicologica (counseling);
  • collaborare con l’équipe medica e altri professionisti per fornire un servizio di cura efficace;
  • redigere la documentazione clinica relativa alla terapia e agli esiti delle cure.

Il lavoro dello psicoterapeuta può essere diviso in due fasi: diagnosi e terapia. Come prima cosa, lo psicoterapeuta riceve i pazienti nel suo studio, dove attraverso un colloquio e test psico-attitudinali e della personalità identifica disturbi o problematiche che minano la salute mentale e psicologica del paziente.

Tra i disturbi più diffusi trattati dallo psicoterapeuta ci sono ansia e attacchi di panico, depressione, fobie, disturbi dell’alimentazione (anoressia e bulimia), problemi di tossicodipendenza e abuso di sostanze (farmaci, alcool), difficoltà relazionali (problemi di coppia e familiari), traumi dovuti a lutti, abusi e violenze, disturbo bipolare, DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo), disturbi dell’apprendimento, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e molti altri tipi di disagio.

Dopo aver compreso il tipo di disturbo di cui soffre il paziente, lo psicoterapeuta stila un piano terapeutico: stabilisce il numero e la frequenza di sedute e gli approcci da usare. Come abbiamo visto in precedenza, ci sono molti tipi diversi di psicoterapia e ogni professionista di questo campo sceglie l’approccio da utilizzare a seconda della situazione e del caso in analisi.

Per quanto riguarda la durata della psicoterapia, non esiste un arco di tempo standard che vada bene per tutti. Ogni persona che intraprende una terapia porta con sé una speranza: quella di stare meglio, di risolvere una questione, di uscire da un blocco, e ogni persona porta con sé anche la paura che la terapia non funzioni, che il percorso sia troppo lungo o troppo costoso. Bisogna inoltre considerare che i risultati non dipendono esclusivamente dal lavoro dello psicoterapeuta, ma anche dalla forza di volontà e dalla partecipazione attiva del paziente. La durata della psicoterapia è da mettere quindi in relazione alla persona, alle sue esigenze e alla situazione che sta vivendo.

Le competenze dello psicoterapeuta

Le caratteristiche che uno psicoterapeuta deve avere sono: ottime capacità di ascolto, doti comunicative, umiltà, empatia e sensibilità, capacità di lavorare in team, flessibilità, capacità di gestione dello stress e delle situazioni di conflitto e capacità di elaborare pensiero critico e riflessivo.

A queste competenze trasversali si aggiungono poi la conoscenza delle tecniche di psicoterapia e di counseling, la competenza nella psicoterapia individuale e di gruppo, la competenza nel valutare e diagnosticare problemi di salute mentale e la conoscenza del codice deontologico e delle normative che regolano la professione.

La qualità essenziale per uno psicoterapeuta è saper generare fiducia così da permettere al paziente di percepire quello della terapia come un “luogo sicuro”, dove potersi esprimere liberamente, affrontando senza timori anche argomenti delicati, quali comportamenti autolesionistici o ricordi e pensieri di cui ci si vergogna. Lo psicoterapeuta deve saper tollerare l’ambiguità, l’incertezza, la complessità e i conflitti che caratterizzano ogni relazione terapeutica.

Gli sbocchi lavorativi e la carriera dello psicoterapeuta

Ci sono tante possibilità di carriera e sviluppo professionale per chi desidera diventare psicoterapeuta. A seconda degli interessi personali e dell’ambito in cui desidera lavorare, si può arricchire la propria formazione e frequentare corsi per specializzarsi. Si possono anche approfondire le proprie competenze in una tecnica psicoterapeutica, nel trattamento di un disturbo specifico, le difficoltà relazionali, le ossessioni, i problemi legati alle dipendenze o nella cura di particolari gruppi di pazienti, ad esempio attraverso la psicoterapia infantile o la psicoterapia di coppia.

Dopo alcuni anni di attività lo psicoterapeuta può aprire uno studio privato in cui svolgere attività di consulenza, sostegno e riabilitazione psicologica, in maniera autonoma o in collaborazione con altri psicologi e terapisti come logopedisti, neuropsichiatri ecc.

Ci sono anche interessanti possibilità di carriera a livello accademico, in particolare per gli psicoterapeuti in possesso di un dottorato di ricerca: ad esempio come docente di psicologia e psicoterapia o nell’ambito della ricerca e della sperimentazione di nuovi protocolli terapeutici.

Inoltre ci sono opportunità di lavoro anche in ospedale, consultori e centri di riabilitazione. Lo stipendio può variare da circa 30.000€ per psicoterapeuti alle prime armi, a 60.000€ all’anno per psicoterapeuti con svariati anni di esperienza.

Perché diventare psicoterapeuta

Consigliamo di diventare psicoterapeuta a chi ha interesse per la psicologia e desidera comprendere e aiutare i pazienti con disturbi psicologici. È un lavoro molto coinvolgente, ricco di soddisfazioni anche a livello emotivo, che permette di aiutare le persone a ritrovare un proprio equilibrio e il benessere psichico, migliorando la qualità della vita e delle relazioni. Oltre al risvolto sociale, la professione permette anche di conoscere più a fondo sé stessi, le proprie emozioni e i propri comportamenti.

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