Come diventare counselor: cosa fa e cosa studia

Scopri come diventare counselor, cosa fa, il percorso formativo e gli sbocchi lavorativi

Tra le professioni emergenti nel mercato del lavoro e che trova applicazione in diversi campi da quello scolastico, a quello aziendale e sociale c’è il counselor. Per chi ancora non conoscesse questa figura nata piuttosto di recente in Italia, si tratta del professionista delle relazioni di aiuto.
Il suo compito è supportare le persone a superare problemi e crisi temporanee, attraverso un percorso di autoconsapevolezza volto a potenziare le proprie risorse e trovare la soluzione per affrontarle. Se sei interessato a sapere come diventare counselor, cosa fa e dove può lavorare, continua a leggere il nostro articolo.

Counselor: cosa fa e quali competenze deve avere

Come diventare counselor infografica

Il counselor, come abbiamo detto, si occupa di assistere e guidare le persone a superare autonomamente e secondo i propri tempi problematiche personali transitorie, non di natura psichica. Lo fa attraverso incontri programmati basati sul dialogo e della durata necessaria a raggiungere l’obiettivo prefissato con il cliente. Il suo compito è quello di non interferire, ma aiutare le persone a sviluppare la consapevolezza delle risorse e degli strumenti personali dai quali attingere per uscire da una crisi temporanea.

È un lavoro molto complesso in cui entrano in gioco competenze diverse e trasversali, come:

  • capacità comunicative e relazionali
  • l’attitudine ad ascoltare l’altro senza pregiudizi, in modo neutrale
  • l’empatia
  • spirito di ascolto e osservazione.
  • solide conoscenze di tipo psicologico e sociale

Il counselor non deve avere necessariamente una formazione accademica, ma lavorando nel campo delle relazioni di aiuto, senza dubbio conoscere i principi teorici e le tecniche della disciplina è utile per indagare gli aspetti profondi della personalità del cliente.

Come diventare counselor: cosa studiare

La professione del counselor è stata riconosciuta recentemente in Italia, intorno al 2013 a differenza di quanto accaduto nel mondo anglosassone che invece vanta una storia molto più lunga. Oggi la professione del counselor anche se riconosciuta non è stata regolamentata, ciò significa che non c’è un albo professionale e un percorso formativo obbligatorio da seguire.

Se ti stai chiedendo cosa studiare per diventare counselor, la risposta è che non c’è una sola strada percorribile ma si possono intraprendere vie differenti. Per qualificarsi come counselor e acquisire competenze specifiche per svolgere la professione è possibile partecipare a corsi privati organizzati da associazioni di settore riconosciute in Italia. Oppure un'altra strada è quella di conseguire una laurea triennale e magistrale in psicologia e iscriversi successivamente a un Master universitario per specializzarsi nel settore. Il titolo di laurea oltre a fornire competenze e metodologie specifiche utili per gestire al meglio la relazione di aiuto, fa sì che il professionista possa svolgere prestazioni di tipo sanitario, fare diagnosi e lavorare su disturbi psicologici.

Il counselor che non ha conseguito la laurea può svolgere questo mestiere utilizzando strumenti e metodi acquisiti in corsi professionalizzanti, ma senza confliggere con il campo della psicologia e psicoterapia. Nel caso riscontrasse delle patologie, non può esercitare nessuna prestazione sanitaria ma dovrà indirizzare il cliente verso figure professionali specifiche quali psicologi o psicoterapeuti.

Le opportunità di lavoro

Quale professionista delle relazioni di aiuto il counselor, che generalmente esercita da libero professionista, può lavorare su più progetti e in settori trasversali che spaziano da quello aziendale a quello scolastico, sanitario e familiare. Il counseling aziendale, ad esempio, è utile per favorire un clima di collaborazione tra i dipendenti, far emergere il loro talento e creare i presupposti per lavorare in modo più produttivo. In questo caso spesso il counselor si affianca al reparto HR e può essere sia esterno che interno all’azienda.

Nelle scuole il counseling è finalizzato ad attività di supporto sia per gli insegnanti che per gli studenti. Il counselor gestisce progetti di orientamento scolastico, professionale e attività extrascolastiche. Importanti sono anche gli sportelli di ascolto per i ragazzi che sentono l’esigenza di esprimere i propri bisogni o che stanno vivendo un periodo di incertezza o di transizione. La figura del counselor trova ambito di applicazione anche nei contesti socio-sanitari, lavorando sia con gli operatori per sostenerli nella gestione dello stress, sia con i pazienti e i familiari per aiutarli ad affrontare l’ansia e i disagi, attraverso l’ascolto.

Il counseling familiare si concentra sulla relazione della coppia e sul rapporto genitori figli per supportarli a gestire situazioni di disagio o conflittualità fornendo loro i mezzi per attivare una comunicazione più efficace e attuare i cambiamenti desiderati.

Quanto guadagna un counselor

Il counselor oltre ad essere una professione affascinante e gratificante permette anche di guadagnare in modo soddisfacente. Se ti stai chiedendo qual è lo stipendio medio di un counselor devi sapere che la retribuzione può variare in base a diversi fattori come ad esempio l’esperienza e l’autorevolezza del professionista, la sua abilità nel gestire più progetti, il tipo di ambito in cui lavora e il mercato di riferimento.

Un altro elemento molto importante è la scelta di esercitare come libero professionista o da dipendente all’interno di un’azienda. Tendenzialmente lo stipendio annuo medio di un counselor aziendale si aggira intorno ai 27 mila euro lordi, mentre il reddito minimo annuo del lavoratore autonomo, tenendo conto delle variabili sopra elencate e delle tariffe delle sessioni di colloquio è di circa 40 mila euro lordi.

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